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I segni delle origini

Prima degli equi.

Il museo conserva dei reperti paleontologici (relativi allo studio delle piante e degli animali vissuti in epoche geologiche precedenti la nostra) di pachidermi del pleistocene medio che documentano un ambiente molto diverso da quello attuale (sono esposti il frammento di bacino di elefantiade, e una porzione di tibia attribuita a hippopotamus antiquus).

Spada corta di ferro con impugnatura a stami e fodero in lamina di ferro ritrovata nella necropoli arcaica di Casal Civitella (VI-V sec. a.C.) (foto Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo) Collana costituita da vaghi in ambra a forma di bulla ritrovata nella necropoli arcaica di Casal Civitella (VI-V sec. a.C.) (foto Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo) Pendenti ritrovati nella necropoli arcaica di Casal Civitella (VI-V sec. a.C.) (foto Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo)

Gli equi.

Fra il 1989 e il 1990, nel territorio del Comune di Riofreddo, è individuata la necropoli arcaica di Casal Civitella, dove sono 26 sepolture a inumazione databili al periodo arcaico (VI-V sec. a.C.). L'area risulta abitata in modo stabile fin dall'età del 'bronzo finale' (XIII-XI sec. a.C.). Le attività produttive principali del gruppo allora presente nel territorio di Riofreddo sono la coltivazione della terra, un limitato allevamento e la caccia, come ricorda Virgilio nell'Eneide (VII, 744-749).

I corredi trovati all'interno delle tombe sono costituiti da ornamenti e da armi: una collana con grani in ambra, anelli in argento di fattura etrusca, pendenti di collana in bronzo, fibule (spille), una spada con elsa a croce con relativo fodero, pugnali, punte di lancia e di giavellotto, una bacinella in lamina di bronzo del VII-V secolo, numerosi frammenti di ceramica.

La romanizzazione.

Dopo la lunga guerra del V-IV sec. a.C. vinta da Roma, il territorio degli Equi nella valle dell'Aniene viene romanizzato; la via consolare Valeria è in parte pavimentata su un precedente antichissimo sentiero di transumanza a opera del console romano M.Valerio Massimo (verso la fine del III sec. a.C.). Lungo il suo tracciato, come in tutta la valle dell'Aniene, sorgono dal II sec. a.C. al I sec. d.C. delle fattorie (villae rusticae). La zona ricca di sorgenti permette ai romani la costruzione di quattro importanti acquedotti pubblici che portano l'acqua a Roma: Anio Vetus, Aqua Marcia, Aqua Claudia ed Anio Novus.

Nel museo sono esposti una 'ara romana' (altare) proveniente dalla zona dell'antica Carsìoli, un frammento di miliario (cippo) della via Valeria, frammenti di anfore da una villa romana, frammenti di pavimento di villa romana, di iscrizione, ex-voto anatomici in terracotta, frammenti di vasellame di uso domestico in ceramica comune e di ceramica medievale (XIV- XVII sec.).

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