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Culture e identitÓ

La comunitÓ di Riofreddo aveva una economia principalmente agro-pastorale di sussistenza. Gran parte della popolazione lavorava le terre di proprietÓ della Chiesa e di alcuni grandi possidenti e allevava bestiame, ma vi erano anche diversi mestieri, che costituivano le varie identitÓ culturali del paese: i commercianti, i carrettieri, i trasportatori, numerosi artigiani, sarti, calzolai e barbieri, scalpellini e marmisti, muratori, falegnami, pellicciai, fabbri e maniscalchi, ecc.; in ambito femminile, sarte e ricamatrici. In museo si possono vedere antichi strumenti dei vari artigiani ed oggetti da loro prodotti.

Strumenti usati per la mietitura (foto Angelo Palma) La festa di s. Giorgio, patrono del paese (23 aprile 2000) (foto Angelo Palma)

I terreni erano coltivati dai contadini a grano, farro, orzo, biada e fave, patate, cipolle e aglio, fagioli; alcune vigne nei terreni pi¨ soleggiati, ecc. Periodo centrale dell'anno era la mietitura e la trebbiatura del frumento (il modellino della locomobile e della trebbiatrice degli inizi del XX sec.), e con lo scarto veniva alimentata la 'calcara', grande forno di mattoni nel quale si faceva la calce. Sono esposti vari strumenti di lavoro: l'aratro, il giogo, vanghe, rastrelli, zappe, falci, il torchio da vino, botti, barili, ecc. I vaccari o butteri possedevano i buoi e l'aratro. Tra i proprietari di animali e pastori o allevatori che non possedevano gli animali si stabiliva un particolare e antico contratto orale, la 's˛cceta' (soccida). Sono esposti: l'ombrello da pastore, la forma per la ricotta, la forma per il formaggio, ecc. Numerosi erano i carrettieri e i trasportatori con cavalli e muli (vedi il modellino birroccio, carro chiamato localmente 'barrozza').

Aratura a Riofreddo con l'aratro simmetrico di tipo romano (foto 1939) (Archivio fotografico museale) La locomobile e la trebbiatrice della famiglia Sebastiani Del Grande (foto degli anni '920) (Archivio C. Sebastiani Del Grande- Archivio fotografico museale)

Lo stato endemico di incertezza esistenziale, la paura di un cattivo raccolto, era alleviato dal fitto impegno cerimoniale. La speranza era alimentata dalla devozione alla Madonna dei Fiorentini e a s. Giorgio, il santo patrono, e agli altri santi. Il ciclo cerimoniale del paese Ŕ rappresentato in museo tramite pannelli fotografici.

Per la etnomusicologia, notevole importanza hanno avuto e hanno tuttora alcuni eventi rituali musicali particolarmente sentiti dalla comunitÓ di Riofreddo e che si possono anche ascoltare dai documenti sonori a disposizione del pubblico. In particolare Ŕ ancora viva la Pastorella che si svolge la notte di Natale.

Feste della tradizione popolare

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